grafico_con_punti_interesse_webCOSA SI VEDE
Castello di Modanella, torrente Foenna, ruderi di molino e ferriera, bosco ceduo, tartufaie naturali, punti panoramici.

IL PERCORSO
La partenza è in discesa lungo l’antica strada basolata che portava al vecchio mulino ed alla ferriera, di cui si incontrano i ruderi, seguendo per un tratto il torrente Foenna. Si passa sotto il castello di Modanella per poi proseguire sul versante di Rigomagno, attraverso una carrareccia che costeggia boschi a ceduo ricchi di fauna fino a ricongiungersi sulla strada per il castello del Calcione al nostro punto di partenza.


ATTRAZIONI NEL DETTAGLIO

Il Torrente Foenna
Corso d’acqua  molto importante fin dall’antichità, nasce in località Palazzolo sul poggio S.Giustino e scorre per un totale di 37 km attraversando le provincie di Arezzo e Siena. In località Calcione nel 1970 il torrente è stato imbrigliato per la creazione di un invaso detto la Diga del Calcione. Il bacino è lungo circa 5 km e largo 500 metri; con un volume d’invaso di 3.96*106 mc, circondata da fitti boschi, la diga è meta di scampagnate e paradiso per gli amanti del birdwatching, carpfishing e spinning.

Il letto del torrente immerso nel bosco, è diversi punti ampio ed areggiato e nel periodo di maggiore siccità estiva percorribile anche a piedi per lunghi tratti. Il nome del torrente Foenna ci indica come già un lontano passato questo corso d’acqua fosse ritenuto importante e come lungo il suo percorso dispensasse energia e abbondanza. Il termine Foenna lo si può infatti ricondurre al sostantivo latino Foenum/Fenum e nella sua declinazione Foena può significare portatore di abbondanza, di fienii. Il fieno è stato nei tempi antichi, fino a che i quadrupedi hanno rappresentato quello che oggi rappresentano per noi le macchine, importante come il petrolio per noi oggi. Nell’esercito romano esisteva addirittura un corpo speciale i Foenari che erano gli addetti all’approvvigionamento e distribuzione del fieno. Un corso d’acqua di buona portata, associato a terreni fertili e ben protetti, era una risorsa importantissima. Inoltre il Foenna portava abbondanza perché grazie al su vigore poteva muovere le pale (recine) dei mulini. Ancora oggi il Foenna ricopre un ruolo importantissimo nell’agricoltura della Valdichiana, poiché, imbrigliato nella diga del Calcione, visibile durante la passeggiata, porta acqua irrigua a circa 1520 ettari di colture.

Il castello di Modanella
Il castello di Modanella è rimasto per circa mille anni fino agli anni 60 un borgo indipendente. I resti del vecchio Mulino e della vecchia fornace metallurgica detta la ferriera, testimoniano come i vasti boschi ricchi di legna, i campi coltivati, le vicine miniere, le cave di argilla fossero sfruttati a pieno per produrre tutto l’occorrente per la sopravvivenza della sua comunità, grazie alla forza motrice delle acque del Foenna. Il castello fu edificato nel XII secolo dai Cacciaconti, ed in seguito ampliato sotto i berardenga ed i Piccolomini. Il luogo era strategico per il controllo delle strade e delle risorse e nei secoli è stato conteso tra Siena e Firenze. Non lontano in localita Poggio S. Cecilia esistono delle miniere di manganese ed allume, e sorgenti di acque termali presso Rapolano.

La foresta di ceduo e le tartufaie naturali
Il percorso si snoda al centro di un territorio compreso tra la riserva di Modanella e la riserva del Calcione coperto quasi interamente da boschi di querce ed altre essenze autoctone per un totale di diverse centinaia di ettari. I boschi sono per il 90% tenuti a ceduo, ed una minima parte ad alto fusto con rimboschimenti di Pino Nero e Pino Domestico. Numerosa la fauna locale tipica e presenti zone con tartufaie naturali visitabili che Nedo il nostro cane da tartufi, sarà felice di mostrarvi.